Alla scoperta dell’Ogliastra, Sardegna

Da Arbatax a Villagrande Strisaili. Dagli incantevoli scorci paesaggistici agli uomini più anziani al mondo, dai percorsi nel Gennargentu ai piatti tipici dei pastori.

Nel mezzo della Sardegna orientale l’Ogliastra tocca Arbatax e le stupende costiere che guardano verso il Mar Tirreno e penetra all’interno sino al Gennargentu. Si conoscono più le bellissime spiagge di Arbatax, Baunei, Tortolì ma vale la pena di percorrere anche l’interno poco conosciuto dove scopriamo un territorio ricco di primati. Qui vivono gli uomini più anziani del mondo, come a Villagrande Strisaili dove incontriamo ultranovantenni e ultracentenari che passeggiano, lavorano e ci salutano invitandoci a bere qualcosa con loro. In Comune, al posto dell’Ufficio anagrafe, c’è l’Ufficio Longevità. C’è chi ha vissuto sino a 110 anni, diversi altri a 107, 105, 104 anni. L’Ogliastra appartiene alle cosiddette “zone blu” della longevità del pianeta insieme ad altre 4 località sparse nel mondo (Giappone, Grecia e Costa Rica). Si gode di aria pulita e di alimentazione sana e frugale di una società agropastorale. L’Ogliastra era la più piccola, povera e meno popolata provincia italiana (23 comuni, appena 50 mila abitanti in tutto), soppressa nel 2015 e passata sotto la provincia di Nuoro. E’ la zona dove c’è la massima concentrazione di capre in Italia con 50 mila capi (in queste zone mangiano il formaggio “casu axedu”, dal sapore acidulo, prodotto dal latte degli ovini). Il vino cannonau è il protagonista assoluto. La longevità degli alberi compete con quella degli uomini, qui troviamo piante millenarie, pure i ritrovamenti archeologici fanno scoprire di civiltà nuragiche organizzate che vivevano in queste montagne impervie 4000 anni fa, con la lavorazione di metalli e dell’ambra, come nell’antico villaggio S’Arcu ‘E Is Forros (qui gli archeologi devono ancora scoprire molto), o nella Tomba dei Giganti, dove si attinge a forze misteriose, nell’Ogliastra è stata ritrovata la tomba “Domus de Janas” nella zona di Villagrande a Sustrumpu, attribuita a una civiltà pre nuragica del 3.600 avanti Cristo, siamo in età neolitica.

Per informazioni: archeologia in Ogliastra www.irei.it – 393.9020917 – archeogliastra@libero.it

L’Ogliastra è la scoperta del paesaggio e del trekking. Difficile arrivarci, ci affidiamo a guide esperte come Gianluigi (che a 50 anni ha chiuso l’attività di piccolo imprenditore edile e si è buttato con successo verso la sua più grande passione di vita: far conoscere questo territorio a “impatto zero”, dormendo negli ovili e mangiando come i pastori.

Erbelathori Trekking: gianluigibonicelli@gmail.com, cell. 3336946521).

Gianluigi porta i visitatori a Punta Lamarmora , la più alta vetta del Gennargentu (1830 metri), due ore e mezzo di cammino dopo aver fatto un’ora di fuoristrada in un territorio semi arido e un’altra mezzora di trekking tra boschi di ginepri (uno ha più di mille anni), ontani, lecci (molti dei quali centenari con radici aeree che assomigliano ai tentacoli di un polipo e nelle cui cavità i pastori nascondevano i piccoli delle scrofe per evitare fossero catturati dalle aquile reali), roveri, corbezzoli, erica scoparia, erba gatta, agrifogli, sambuchi e una serie infinita di altre piante, come cespugli di timo, utilizzati per infusi. Si possono facilmente incontrare aquile reali, donnole, beccacce, volpi, falchi, gazze, cornacchie e corvi ma anche cavalli, maiali selvatici, cinghiali e branchi di 50-60 mufloni. Scopriamo canyon, torrenti, acque ricchissime di minerali che possiamo bere abbondantemente a pochi chilometri da Villagrande. Lanusei, antico borgo con poco più di 5000 abitanti, era il capoluogo – insieme a Tortolì – dell’Ogliastra prima che fosse sciolto nel 2015, passando l’amministrazione provinciale a Nuoro. Vale anche la pena di immergersi nel folklore e nelle manifestazioni a cui queste popolazioni sono ancora attaccate, con i loro caratteristici costumi, i loro strumenti musicali.

Mangiare, bere e dormire Hotel Orlando

A metà strada tra Villanova e Villagrande c’è un resort 4 stelle costruito in un parco boschivo replicando l’architettura tradizionale ogliastrina. E’ l’hotel Orlando che, grazie alla passione della titolare Pietrina, punta a diventare un hotel-museo. Al suo interno si ammirano opere di famosi artisti sardi. Un hotel di relax con una grande piscina e la pace trovata in un grande parco. Il suo ristorante serve cucina tradizionale ed è stato classificato tra i cento migliori d’Italia. In cucina insegnano come preparare i culurgiones che entrano nel paniere dei prodotti IGP (Indicazione Geografica Protetta) riconosciuti dalla Comunità Europea. La preparazione dei culurgiones è un’arte. E’ necessaria esperienza e capacità per poter creare il giusto equilibrio tra i diversi componenti per il ripieno: patate, pecorino, caprino, olio evo, basilico. Ci vuole una certa abilità per chiudere l’impasto in piccoli cerchietti di pasta pizzicando i due estremi della sfoglia unendoli tra loro, finché si arriva a formare una spiga di grano.

www.hotelorlandoresort.com

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